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Il Terzo Convegno di Assoepilessia Roma


Il 27 aprile 2018 si è svolto il Terzo Convegno organizzato da Assoepilessia Roma onlus, presso la Sala della Protomoteca al Campidoglio​.Tema: Epilessia e cure alternative.


Guarda il video degli interventi di:

- Diana Massari,Presidente Assoepilessia Roma onlus

- Prof. Federico Vigevano,

Neurologo Ospedale Bamnino Gesù di Roma

- Dr. Carlo Di Bonaventura,

Neurologo/epilettologo Policlinico Umberto Primo di Roma

- Prof.ssa Anna Teresa Giallonardo,

Neurologa Policlinico Umberto Primo di Roma

In apertura al convegno è stato presentato dall'editore di C1V Edizioni, Cinzia Tocci, il libro a cura di Diana Massari, in collaborazione con Rosa Mauro e Alessandra Curci, COLTI DI SORPRESA. Epilessia. Storie di persone comuni:



"Condividere la conoscenza è fondamentale. Una società consapevole è una società in grado di gestire le esigenze delle persone che la compongono. Sapere cosa fare in caso di epilessia, per sé o per altri, ci rende persone migliori. Leggere e regalare questo libro ci apre a una realtà per molti sconosciuta e ci fa essere vicini a chi la combatte, spesso in solitudine. Inoltre aiuta l'associazione Assoepilessia onlus a far conoscere questa malattia sempre di più".



Dalla Prefazione del Dr. Francesco M. Galassi:

Da sempre considerata una malattia più divina che umana, l’epilessia nel corso della storia è stata per lo più incompresa e circondata da un’aura quasi mitologica. Una delle descrizioni più antiche risale alla letteratura assira, circa 2.000 anni prima di Cristo, mentre uno dei casi più celebri è indubbiamente quello postulato per la pazzia di Eracle nell’opera del tragediografo Euripide.

Molti secoli dopo, il grande medico greco Ippocrate (460-377 a.C.) fornì una descrizione completa dell’epilessia e, in maniera rivoluzionaria, la classificò quale malattia “organica”, ossia prodotto dell’alterazione del cervello, sottraendola alla sfera della religione e della superstizione - non più, quindi, “mal divino” o “morbo sacro”). Nella sua opera Ippocrate racconta di come una delle terapie prescritte per curare l’epilessia fosse la craniotomia, tecnica chirurgica antichissima ampiamente documentata dalle ricerche antropologiche e paleopatologiche in un gran numero di crani in tutto il mondo. Nonostante queste pionieristiche osservazioni, a livello popolare queste conquiste della scienza antica non sortirono effetti significativi. Per le persone comuni, sprovviste di una adeguata istruzione e conoscenza delle dinamiche dei fenomeni naturali, l’epilessia continuò ad avere un significato magico, financo diabolico. Nel corso dei secoli, infatti, molte persone affette da epilessia vennero considerate possedute da spiriti maligni o oggetto della punizione divina.

Una nuova svolta scientifica si ebbe solo a cavallo tra il 18° e il 19° secolo, quando una sempre maggiore conoscenza dell’anatomia e della fisiologia cerebrale permisero di comprendere sempre più la natura di questa affezione neurologica. Si assistette per giunta a un paradosso: l’epilessia divenne associata al genio, condizione superomistica celebrata dal Romanticismo. Propugnatore di questa lettura quasi eroica dell’epilessia fu Cesare Lombroso (1835-1909), medico e antropologo, le cui teorie sono state poi sostanzialmente screditate dai successivi sviluppi della scienza medica.

Solo nell’ultimo segmento dell’ultimo secolo è stato possibile conseguire un approccio veramente anatomo-fisiologico dell’epilessia, accompagnato dall’introduzione di importanti approcci terapeutici che hanno consentito di controllare efficacemente questa condizione invalidante.

Uno stigma permane, tuttavia, sui pazienti affetti da questa malattia. È ancora necessario fare un sostanziale passo in avanti nell’accettazione di questa condizione da parte dei pazienti, delle loro famiglie e della società. Si tratta di grandi cambiamenti nella forma mentis collettiva che richiedono tempo, pazienza e cultura.